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  Relatori Vito Bianchi
 


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  Note “eretiche” su Castel del Monte

I rilievi e le puntuali misurazioni effettuate dai ricercatori dell’Università di Karlsruhe hanno dimostrato come Castel del Monte non sia un ottagono perfetto. Ciò sgombra il campo da tutta una serie di supposizioni che, basandosi su planimetrie errate (eppure riproposte in continuazione senza una verifica effettiva), avevano rivestito l’edificio di un’aura esoterica, assimilandolo di volta in volta a un tempio laico costruito dal sole, a una costruzione affine per gli elementi dimensionali alla Grande Piramide di Cheope, o ancora a una fabbrica magica posta sullo stessa linea verticale della cattedrale di Chartres e del Tempio di Salomone a Gerusalemme.
Altre ipotesi volevano che il maniero fosse sormontato da una cupola d’oro, o che riprendesse la conformazione naturale dei fiocchi di neve, o che fosse stato concepito in due fasi costruttive distinte, una per il primo e una per il secondo piano.
Forte è stata anche la suggestione che farebbe di Castel del Monte una riproduzione architettonica del Santo Graal o, quanto meno, il luogo dove il sacro calice dovette essere custodito. In qualche misura, ciò ha subito indotto i cultori della materia a istituire un collegamento coi Templari.
In realtà, i rapporti di Federico II (il committente di Castel del Monte) con l’ordine monastico-cavalleresco non dovettero essere dei più semplici, specie all’indomani della celebrata “Crociata Diplomatica” con cui, nel 1229, l’imperatore svevo cinse la corona di Gerusalemme.
Piuttosto, la realizzazione e le forme di Castel del Monte trovano una più adeguata contestualizzazione in rapporto alle vicende storiche e culturali riguardanti gli anni Trenta e Quaranta del Duecento.
In quest’ottica, va sottolineata ulteriormente la stretta attinenza del repertorio figurativo di Castel del Monte alle teorie elaborate da Villard de Honnecourt, e insieme l’intento di applicazione architettonica dei canoni ispirati alla geometria e alla matematica, diffusi nel XIII secolo con l’operato di Leonardo Fibonacci.
Inoltre, va riconsiderato l’impatto psicologico esercitato sull’Europa, proprio negli anni in cui si costruiva Castel del Monte, dalle violente invasioni dei Mongoli. Sicché, fra le sculture del maniero pugliese, a un più attento esame alcune immagini sembrerebbero riecheggiare nelle fattezze dei personaggi orientali e, forse, specificamente mongoli: il che lega ancor più Castel del Monte al contesto storico in cui è stato realizzato, qualificandolo come un magnifico, efficiente e utile castello medievale. Semplicemente.

 


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