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Il Giudiziario Antico fonte per la storia templare a Perugia: nuova ricerca documentaria
L’intervento si propone di illustrare brevemente i risultati della ricerca effettuata dalle dott. Chiara Scionti e Stefania Zucchini presso l’Archivio di Stato di Perugia.
Il lavoro è stato finanziato dal comune perugino nell’ambito del progetto europeo “Milites Templi. Salvaguardia e valorizzazione del patrimonio storico-artistico dei Templari in Europa”.
L’Archivio di Stato di Perugia ha offerto la propria collaborazione nell’individuazione e nella scelta delle fonti da indagare e nel coordinamento delle ricerche archivistiche.
L’esiguità del tempo a disposizione non avrebbe consentito di effettuare un’indagine completa, per cui, fin dall’inizio, si è deciso di concentrare le forze su un unico fondo archivistico e su alcune annate, ritenute particolarmente significative. E’ stato pertanto esaminato il Giudiziario Antico del comune di Perugia, con riferimento sia all’attività del podestà che del capitano del popolo, per il periodo compreso tra il 1263, data a cui risale il più antico registro superstite, e gli anni immediatamente successivi alla soppressione dell’ Ordine decisa da Clemente V nel 1312, nel corso del concilio di Vienne. In particolare, l’attenzione delle ricercatrici si è concentrata sugli anni 1300-1312, il periodo finora meno indagato dalla storiografia locale e il più travagliato nella storia dei Milites, le cui fortune erano ormai in declino in tutta Europa. Si riteneva che proprio tale sfavorevole congiuntura avrebbe potuto lasciare traccia nella documentazione, soprattutto in quella di natura giudiziaria.
La ricerca non ha corrisposto a tali aspettative, nel senso che non si riscontra alcun incremento di azioni giudiziarie nei confronti di Milites e loro collegati nel periodo considerato; i sondaggi che sono stati effettuati per gli anni precedenti il 1300 hanno contribuito ad arricchire di particolari eventi già noti, ma non hanno condotto a nuove acquisizioni.
Allo stato attuale delle ricerche sembrerebbe che le tracce lasciate dai Templari nella documentazione perugina siano scarse e, nel complesso, non dissimili da quelle prodotte da altre enti e persone: si tratta di controversie per violazioni di confini, danni dati, lesioni, inadempienze agli obblighi contrattuali etc.
Nelle carte del Giudiziario Antico è, insomma, documentata ed affiora la quotidianità, quando è costituita da tensioni nei rapporti, da comportamenti trasgressivi e aggressivi, da eventi significativi dal punto di vista giuridico. Nulla vi è che faccia presagire eventi straordinari, nessuna avvisaglia delle nubi che si stavano addensando sul capo dell’ Ordine.
Ma il Giudiziario comunale è specchio dell’attività delle Curie cittadine e non contiene gli atti relativi a procedimenti nei confronti di persone, enti ed ordini religiosi, sui quali esercitava la propria giurisdizione l’autorità ecclesiastica. La ricerca, pertanto, non può dirsi né completa, né compiuta: i dati finora raccolti sono comunque significativi (non si dimentichi che anche la scarsità o l’ assenza di testimonianze è un dato di cui è necessario tenere conto) e dovrebbero essere integrati con quelli eventualmente reperibili in altre fonti; non si dovrebbe prescindere, infatti, dall’esame dei consigli comunali, delle liste di banditi e condannati, delle pergamene sciolte, dei registri finanziari, dei frammenti catastali superstiti, delle miscellanee, degli archivi delle corporazioni religiose soppresse; successivamente, l’indagine dovrebbe essere estesa a fonti non conservate nell’ Archivio di Stato di Perugia.
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